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Aristogracchi

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Nuova food story: Qu…een Bee non si fanno Markette

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Siamo andati a trovare Valerio al Queen Bee

La prima volta ci siamo passati a mangiare e bere a sbafo il giorno dell’inaugurazione, poi ci siamo tornati a trovare il nostro amico e compagno di uscite @everohop, lui che ci ha accompagnati tutto l’inverno a caccia di nuovi locali e realtà interessanti da scoprire, lui che di luppolo se ne intende e noi che di sciroppo di luppolo ne consumiamo.

L’Ape Regina (Queen Bee) è davvero un alveare, tante postazioni, tanti ambienti, tante api operaie, tanta gente e tanto cibo.

Noi, elementi 3: Aristogracchi al completo più, a supporto, tale Fig fratello del sopracitato re del luppolo e amico (nonché concittadino) di vecchia data della Sciantal che la S non ci vuole e si scrive con l’h. La fame è di quelle alla Bud Spencer & Terence Hill in “Lo chiamavano trinità” , il che comporta dopo l’incontro davanti al locale con saluti annessi, silenzio liturgico per ore due scandite da

  • Fritti: verdure pastellate, patatine e supplì… ma lui già pensa alla pizza (a seguire scatto esplicativo).

Fabrizio tranquillo arriva anche lei.
Ps. Non ti arrabbiare.

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  • Miniburgher *vedi diapositiva sottostante: lo vede, lo agguanta e lo ingurgita con tanto di stecco. Brava Chantal, che io so come si scrive, mi dai soddisfazioni.

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Il momento pasta non so raccontarlo molto bene: galateo insegna che non si parla a bocca piena… ci sentiamo dopo, lascio a lei la parola.

L’uomo che va a correre per provare a smaltire quello che mangerà.

Prendo in mano la storia mentre lui si ingozza, io rubo solo qualche forchettata.

Fabrizio, è arrivato il momento della pizza. No, non è un vassoio a persona. Si lo so la gente esagera. Facciamoci uno spicchio per provarla. Buona e leggera. Ma quello va via con due vassoi. La gente non si regola. Fortuna siamo arrivati presto se no con questi avvoltoi non ne avremmo visto.

Che dite due passi per il locale a smaltire?

S… i dolciiiiiiiii!

E lì è stata la fine: cheese cake frutti di bosco, panna cotta, mille foglie scomposta, tiramisù con tanto di bis e pure tris.

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Beh ragazzi noi andiamo! (nel frattempo ci avevano raggiunto altri amici).

Fra, ma che stai facendo con quei fritti… no la pizza no… ragazzi mi sa che ci tratteniamo.

Direi inaugurazione superata a pieni voti. Tutto ottimo e non perché era gratis. Ci tengo ad aggiungere una nota sulla pizza, talmente leggera che il panzone Degortes ingurgitava spicchi tipo anatra senza neanche masticare.

Il ritorno da clienti paganti.

Ciao Vale e tu da queste parti?

La simpatia è una delle nostre caratteristiche.

Ci tengo a precisare che in questo momento la storia è passata nuovamente nelle mani di Francesco e non mi ritengo responsabile del suo umorismo incomprensibile e del perché si stia sbellicando fiero del suo operato.

Potresti lasciarmi la tastiera?

E’ il mio mac!

Si ma è il mio turno nella storia.

Si, ma…

Guarda, su Netflix c’è una nuova serie tv!

Siamo tornati al Queen Bee come clienti con un solo desiderio: l’astice, il nostro miele.

Ah – giusto per la cronaca – amici si, ma non facciamo markette.

Questo è quello che è successo.

Versione ufficiale:

Vista la nostra professionalità abbiamo deciso di passare al locale come clienti, per provare i piatti del menu e fare una recensione più accurata.

Versione ufficiosa:

Passeggiata. Nastro azzurro alla spina al Perfect Burn. Birra offerta N 1 – Birra offerta  N 2 . E’ il mio barista preferito. Porzione di patatine. Un’altra birra grazie…

Che dici andiamo a trovare Valerio?

Ciao Vale, tavolo, sedia, menu, astice come se non ci fosse un domani.

L’ordine: astice alla griglia, cotto con lime al pennello su letto di catalana e cipolla rossa, accompagnato da mini lobster burger e paccheri all’astice.

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Da bere?

Una bottiglia di vino bianco (chiedo venia ma proprio non ricordo quale abbiamo ordinato).

Ricordo però la faccia dei due turisti seduti accanto a noi quando sono arrivati i piatti, perché si sa, si mangia prima con gli occhi, ma credetemi, se avessero sentito il sapore… da standing ovation.

Io sono sardo e Chantal siciliana e quando si tratta di mare siamo molto critici, perché fortunatamente siamo abituati bene, ma la polpa si scioglieva in bocca: tenera, succosa e la cottura dei paccheri perfetta, direi croccanti, con quel cranch obbligatorio sotto i denti.

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La foto non rende, ne siamo consapevoli. Uno scatto al volo, la troppa ‘gola’. E poi la pasta si fredda.

Esagerato direte. Giuro che non sto facendo una marketta: ho provato proprio piacere. Occhi, palato e stomaco riuniti a festa.

Ma il Queen Bee è anche altro, e per questo siamo tornati una terza volta [ dovere di cronaca ] per testare il bar.

Un drink dopo cena, qualcosa di fresco, estivo, beverino.

Mojito, consigliato dal barman: chiedete a lui, c’era qualcosa all’arancia, se non ricordo male marmellata, ma potrei sbagliare. Vi metto la foto, fategliela vedere e lui vi renderà felici.

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Queen Bee Roma
Via del Monte delle Farina, 23

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