La mia macchina del tempo

Il profumo della torta di mele calda è l’album fotografico della mia infanzia. Un portale del tempo che mi risucchia e mi catapulta su una sedia che solo le punte dei piedi toccano terra e i gomiti sono poggiati su una tavola con la tovaglia a quadri bianca e rossa. Prendo col cucchiaino la mela grattugiata e rimbalzo tra passato e presente, pallina di una partita a tennis tra gusto e sapore, emozioni e ricordi. La torta di mele è la chiave della mia astronave di mattoni che sa portarmi dentro ai sogni e accanto a chi è andato a nascondersi nel sorriso della luna


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Torta_di_mele

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Ingredienti

270 g di farina
200 g di zucchero
3 uova
100 ml di latte
5 mele Golden
zeste di limone
lievito per dolci

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I Pitoni Messinesi

Pitoni Messinesi

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Fai una fontana con la farina, smettila di appiattirla e fare i buchi con le dita, risistema tutto e lascia solo un piccolo foro, che sarà la casetta del sale in modo che non vada a diretto contatto col lievito, non farti prendere dalla speculazione edilizia.

Bevi un sorso di birra perché tra poco avrai le mani impiastricciate, stando sempre attento a non sbagliare bicchiere, aggiungi piano piano l’acqua, il sale è già nella sua casetta, l’olio e lavora l’impasto finché diventa omogeneo.

Ecco hai fatto un disastro, ti avevo detto di versare l’acqua piano piano.

*riservata ai maschietti.

Smettila di fare il calco della tua mano e di tutti gli oggetti attorno a te.

*Per tutti

Metti a riposare in un recipiente capiente coperto con un panno per circa tre ore.

A questo punto l’impasto è pronto per essere steso.

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Preparazione dei pitoni:

Lava e asciuga la scarola, tagliala a pezzetti e condiscila con olio e sale.

Taglia a pezzettini la tuma, non mangiartela tutta, lasciane un po’ per farcire il pitone e fai a pezzetti anche le acciughe.

Dall’impasto ricava tante palline delle stesse dimensioni (circa 30 gr), qui ti autorizzo a giocare un po’, e stendi con il mattarello fino ad ottenere un disco di pasta dello spessore di circa 4 mm, circa non fare il pignolo, il metro puoi rimetterlo a posto.

Dividi ciascun disco  a metà e farcisci solo una parte con un po’ di tuma, un po’ di scarola e qualche pezzetto di acciuga.

Copri la metà farcita con l’altra metà dell’impasto a mo’ di calzone e sigilla i bordi ripiegandoli su se stessi e incidendoli con una forchetta.

Continua così fino ad esaurimento degli ingredienti.

Friggi con abbondante olio di semi.

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Per finire, invita un paio di amici e prendi le birre dal frigo che quella che avevi aperto ormai è calda.

*Ichnusa, Anima Sarda.

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AristoKitchen

Nasce dall’incontro nelle verdi brughiere d’Irlanda (un appartamento al centro di Dublino) di due anime vagabonde provenienti da due isole lontane (Sardegna e Sicilia… “prima Sardegna perché sto scrivendo io e abbiamo il mare più bello ”) piene di sole e piatti gustosi. Da questo scontro di teste dure, tra un involtino e una zuppa gallurese, qualche parola poco comprensibile e altre censurabili, una tormenta di Maestrale e una di Scirocco, due cannoli e una seadas abbiamo dato vita a tanti progetti, dal B&B ai libri, dal disegno al marketing, con alterno successo, ma la voglia di tirar fuori qualcosa di buono… e siamo finiti in cucina (non sempre la nostra). Abbiamo scelto il nome AristoKitchen e deciso di raccontarvi le avventure culinarie di due isolani terroni.

Francesco e Chantal