Aristogracchi

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Azienda Agricola Santa Maria del Bosco

Un’Oasi felice con affaccio sul mare

 

C’è un posto, qualche metro sopra la leggenda di Colapesce e poco distante dagli irascibili Scilla e Cariddi, un posto dove forse qualche volta hanno scorrazzato pure Mata e Grifone. Questo posto si chiama Santa Maria del Bosco, ed è un luogo in cui la natura si riprende il suo tempo, la sua genuinità e la sua bellezza (in questo angolo di Sicilia, “bello”, significa anche buono, ma a livelli di pura felicità).

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Dalla Feluca alla Tavola

Oggi vi presento uno dei miei piatti preferiti: le Braciole di Pesce Spada, che l’AristoSardo* ha avuto il piacere di assaggiare durante le nostre vacanze in terra sicula.

*(dobbiamo alla nostra amica capocciara il nuovo nome di Francesco)

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I Pitoni Messinesi

Pitoni Messinesi


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Fai una fontana con la farina, smettila di appiattirla e fare i buchi con le dita, risistema tutto e lascia solo un piccolo foro, che sarà la casetta del sale in modo che non vada a diretto contatto col lievito, non farti prendere dalla speculazione edilizia.

Bevi un sorso di birra perché tra poco avrai le mani impiastricciate, stando sempre attento a non sbagliare bicchiere, aggiungi piano piano l’acqua, il sale è già nella sua casetta, l’olio e lavora l’impasto finché diventa omogeneo.

Ecco hai fatto un disastro, ti avevo detto di versare l’acqua piano piano.

*riservata ai maschietti.

Smettila di fare il calco della tua mano e di tutti gli oggetti attorno a te.

*Per tutti

Metti a riposare in un recipiente capiente coperto con un panno per circa tre ore.

A questo punto l’impasto è pronto per essere steso.

 

 

 

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Preparazione dei pitoni:

Lava e asciuga la scarola, tagliala a pezzetti e condiscila con olio e sale.

Taglia a pezzettini la tuma, non mangiartela tutta, lasciane un po’ per farcire il pitone e fai a pezzetti anche le acciughe.

Dall’impasto ricava tante palline delle stesse dimensioni (circa 30 gr), qui ti autorizzo a giocare un po’, e stendi con il mattarello fino ad ottenere un disco di pasta dello spessore di circa 4 mm, circa non fare il pignolo, il metro puoi rimetterlo a posto.

Dividi ciascun disco  a metà e farcisci solo una parte con un po’ di tuma, un po’ di scarola e qualche pezzetto di acciuga.

Copri la metà farcita con l’altra metà dell’impasto a mo’ di calzone e sigilla i bordi ripiegandoli su se stessi e incidendoli con una forchetta.

Continua così fino ad esaurimento degli ingredienti.

Friggi con abbondante olio di semi.

Per finire, invita un paio di amici e prendi le birre dal frigo che quella che avevi aperto ormai è calda.

*Ichnusa, Anima Sarda.

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