Aristogracchi

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Volpini Gourmet: l’arte della buona cucina siciliana

Chantal ha sempre nostalgia della sua isola e in particolar modo della sua cucina. Son settimana che mi ripete di ordinare un camion di braciole (involtini di carne).

In questi giorni, per la sua, ma anche mia felicità, abbiamo scoperto, e provato, una piccola azienda siciliana, che ci ha regalato il piacere del gusto genuino in tutti i nostri piatti dalla colazione alla cena.

Date un’occhiata alla gallery. Ci siamo divertiti ad abbinare i vari prodotti Volpini ai diversi momenti della giornata ed ogni volta, il risultato è stato un piatto dal sapore davvero speciale.

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Ricetta col dubbio: si dice Arancina o Arancino?

C’è una guerra silenziosa (neanche troppo), che viene combattuta ogni giorno in Sicilia.

Due fazioni barricate nelle loro posizioni. Una questione d’onore da difendere. Una sfida all’ultima vocale. Ma si dice Arancina o Arancino?

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Dalla Feluca alla Tavola

Oggi vi presento uno dei miei piatti preferiti: le Braciole di Pesce Spada, che l’AristoSardo* ha avuto il piacere di assaggiare durante le nostre vacanze in terra sicula.

*(dobbiamo alla nostra amica capocciara il nuovo nome di Francesco)

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I Pitoni Messinesi

Pitoni Messinesi


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Fai una fontana con la farina, smettila di appiattirla e fare i buchi con le dita, risistema tutto e lascia solo un piccolo foro, che sarà la casetta del sale in modo che non vada a diretto contatto col lievito, non farti prendere dalla speculazione edilizia.

Bevi un sorso di birra perché tra poco avrai le mani impiastricciate, stando sempre attento a non sbagliare bicchiere, aggiungi piano piano l’acqua, il sale è già nella sua casetta, l’olio e lavora l’impasto finché diventa omogeneo.

Ecco hai fatto un disastro, ti avevo detto di versare l’acqua piano piano.

*riservata ai maschietti.

Smettila di fare il calco della tua mano e di tutti gli oggetti attorno a te.

*Per tutti

Metti a riposare in un recipiente capiente coperto con un panno per circa tre ore.

A questo punto l’impasto è pronto per essere steso.

 

 

 

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Preparazione dei pitoni:

Lava e asciuga la scarola, tagliala a pezzetti e condiscila con olio e sale.

Taglia a pezzettini la tuma, non mangiartela tutta, lasciane un po’ per farcire il pitone e fai a pezzetti anche le acciughe.

Dall’impasto ricava tante palline delle stesse dimensioni (circa 30 gr), qui ti autorizzo a giocare un po’, e stendi con il mattarello fino ad ottenere un disco di pasta dello spessore di circa 4 mm, circa non fare il pignolo, il metro puoi rimetterlo a posto.

Dividi ciascun disco  a metà e farcisci solo una parte con un po’ di tuma, un po’ di scarola e qualche pezzetto di acciuga.

Copri la metà farcita con l’altra metà dell’impasto a mo’ di calzone e sigilla i bordi ripiegandoli su se stessi e incidendoli con una forchetta.

Continua così fino ad esaurimento degli ingredienti.

Friggi con abbondante olio di semi.

Per finire, invita un paio di amici e prendi le birre dal frigo che quella che avevi aperto ormai è calda.

*Ichnusa, Anima Sarda.

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