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Sfilate e maschere del Carnevale in Sardegna e in Sicilia

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Carnevale: maschere, carri, danze, dolci e coriandoli. È iniziata la festa più pazza e dissacrante dell’anno. Avete già iniziato a festeggiare? Come vi state preparando al gran finale del Martedì Grasso? Aspetta, c’è anche chi festeggia fino a sabato. Quali sono le  maschere, i dolci, le tradizioni del vostro carnevale? Ogni angolo dello stivale ha le sue tradizioni legate al carnevale e le nostre isole non sono da meno. Avete mai partecipato a Su Carrasegare o Lu Cannalivari? No?

Qua tocca rimediare.

Ci pensiamo noi a farvi fare un giretto tra quelli più belli delle nostre due isole. Muniamoci di maschera, zeppole e coriandoli e andiamo alla scoperta del carnevale Sardo e Siciliano.

Il Carnevale in Sardegna: Maschere, Giostre e Re di cartapesta.

Carrasecare, Carrasciali, o uno dei tanti nomi usati, il significato è sempre uno: è tempo di lasciarsi andare e divertirsi.

Si parte da lontano, con la festa dei fuochi di Sant’Antonio il 17 gennaio o con quella di San Sebastiano o della Candelora il 2 febbraio, ma come il resto d’Italia la vera festa si concentra principalmente dal Giovedì al Martedì grasso, con un richiamino la Domenica della Pentolaccia.

In Sardegna il carnevale ha tre facce: quella arcaica, zoomorfa e grottesca delle maschere Barbaricine, quella medioevale delle pariglie e delle giostre equestri Oristanesi e quella irriverente del Re Giorgio Tempiese.

Tutte le tradizioni Carnevalesche dell’isola sono legate a riti propiziatori della vita agro-pastorale, all’alternanza delle stagioni e della vita e la morte.

La maschera più famosa è senza dubbio quella dei Mamuthones. Vestiti di nero con pelli di pecora e maschera di legno di pero, sfilano per le vie di Mamoiada facendo risuonare i campanacci posti sulle loro spalle, scortati dagli Issohadores, maschera bianca e corpetto rosso, che provano a prendere al lazzo, “sa so’a”, le ragazze del pubblico, simbolo di fertilità.

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A Tonara invece viene rappresentata la lotta tra gli animali “Sos Boes”, e i padroni “Sos Merdules”. Sos Boes si gettano perterra e si avventano sulla folla creando il panico mentre sos Merdules tentano di riportarli all’ordine con l’uso di un bastone “su mazuccu” o una frusta di pelle “sa soca”.

Anche ad Orotelli si ripete questo gioco che coivolge chi assiste alla sfilata, solo che in questo caso i Thurpos non portano maschere lignee, ma hanno il volto dipinto di nero con cenere di sughero. Sempre presenti i campanacci che hanno lo scopo di scacciare gli spiriti maligni e la corda con la quale tentano di prendere qualche persona tra il pubblico.

Con piccole varianti in tutti e tre i casi quando qualcuno del pubblico viene catturato, per liberarsi deve offrire da bere. Ogni scusa è buona per farsi una bevuta “a chent’annos”.

L’ultima giornata appare anche una figura femminile sa Filonzana a rappresentare il destino, la morte e la vita.

Balli, canti tradizionali e sfide in rima fanno da cornice alle varie sfilate.

Negli ultimi anni sono state riscoperte molte maschere che erano andate perdute e ogni paese ha iniziato a riproporre la propria maschera e la sua antica tradizione.

L’Oristanese è invece la terra dei carnevali equestri con le giostre e corse dei cavalli tra le strette vie cittadine. La regina di tutte le giostre è la Sartilia di Oristano, organizzata la domenica dal Gremio dei Contadini e il martedì dal Gremio dei Falegnami (antiche corporazioni). Si inizia con la vestizione de Su Componidori, il capo della corsa, che darà il via sia alla corsa alla stella, una discesa sfrenata al galoppo cercando di cogliere con una spada la stella di metallo posta lungo il percorso, che alle pariglie, gruppi di tre cavalieri che lanciando i cavalli a tutta velocità si cimentano in spericolate acrobazie.

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Squilli di tromba e rulli di tamburo segnalano la partenza delle pariglie. Tutti i cavalieri sono rigorosamente mascherati.

La manifestazione si chiude con la Svestizione nella sede del Gremio.

Sa Carrela ‘e Nanti” del Carnevale di Santu Lussurgiu è una delle più spericolate corse a cavallo dell’isola. La domenica i cavalieri si lanciano a tutta velocità per le viuzze del centro cittadino, il lunedì, “Su Lunisi de sa Pudda” (il lunedì della gallina), i cavalieri devono abbattere con un bastone, “Su fuste ‘e ortzastru”, un fantoccio con le sembianze di una gallina.

Il martedì la festa si chiude con la premiazione dei cavalieri che hanno partecipato alla gara.

L’ultima faccia del Carnevale Sardo, è quella dei vari Re del Carnevale, fantocci di cartapesta che vengono bruciati il giorno del martedì grasso, sacrificio che deve essere di buon auspicio per la primavera a venire. Il Re Giorgio Tempiese e la sua Mennena sono sicuramente i più famosi e fastosi.

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Si parte il giovedì grasso con il matrimonio dei reali che vengono festeggiati e idolatratti fino al martedì in cui vengono bruciati in piazza in quanto simbolo dei mali che hanno colpito la città durante l’anno.

Una grande sfilata di carri allegorici contraddistingue le due parate di domenica e martedì, con balli, canti e festa in tutti gli angoli del paese. Altri Re “sacrificati” nei carnevali dell’isola sono Giolzi a Bosa e Cancioffali a Cagliari.

E in Sicilia come e dove si festeggia?

Anche in Sicilia sono tante e differenti le manifestazione e le maschere legate al carnevale.

Le più famose sono l’Abbatuzza, Peppe Nappa e U Nannu ca Nanna.

L’Abbatazzu, chiamato anche Pueta Minutizzu è una figura storica, risalente al XVII secolo maschera del Carnevale Acese. Il personaggio, fingendo di leggere un grosso libro, mima e deride con satira pungente nobili e clero. Negli anni a questa figura si affiancano i Baruni con l’intento di prendere in giro l’aristocrazia e i Manti, costume con il solo scopo di far mantenere l’anonimato a chi l’indossava.

Il Carnevale di Acireale detiene il titolo di più bel Carnevale di Sicilia, con le gradi sfilate dei carri allegorici e dei carri infiorati, realizzati con estrema maestria dagli artigiani acesi. Affonda Ie sue origini alla fine del XVI secolo e in passato, un po’ come accade nel carnevale di Ivrea, si giocava tirandosi arance e limoni.

CarnevaleAcireale

Peppe nappa è invece un personaggio della commedia dell’arte adattato come maschera locale dal Carnevale di Sciacca, tra i più noti di tutta la Sicilia.

Il Carnevale ha inizio il giovedì grasso con la consegna simbolica delle chiavi della città al Re del Carnevale, Peppe Nappa per l’appunto, e va avanti fino al Martedì grasso tra sfilate,feste, balli e grandi abbuffate. La feste viene si chiude con il rogo in piazza del Carro di Peppe Nappa.

Carnevale_Sciacca

“U Nannu ca Nanna” sono le maschere che caratterizzano il Carnevale di Termini Imerese (PA). che, insieme a quelli di Acireale e Sciacca, è fra i più famosi della Sicilia.

Anche in questo caso si ripete il rituale della consegna delle chiavi della città a “U Nannu ca Nanna”; che apre il carnevale. Gli artisti cittadni danno vita a bellissimi carri e pupazzi di cartapesta scegliendo ogni ano un tema differente.

Il martedì grasso la festa si  conclude con la simbolica e spettacolare “abbruciatina du nannu”, accompagnata da scenici giochi pirotecnici, non prima però di uno dei momenti più divertenti del carnevale, la lettura del testamento del Nannu che in modo irriverente sbeffeggia le personalità più in vista della città.

Carnevale Termini Imerese

A Francavilla di Sicilia, considerato il più bel carnevale della Valle dell’Alcantara,  va in scena “A Cianciùta” una divertente “funerale di Re Carnevale”, simbolo di lussuria e trasgressione. Il fantaccio del Re Burlone viene scortato per le vie della città da un corteo di “piagnoni” vestiti di bianco e con la faccia infarinata e di “vedove inconsolabili” (uomini travestiti da donna) che mostrano la loro pena dimenandosi, strappandosi i vestiti e improvvisando licenziose preghiere.

Anche nella Città di Avola (SR), in cui la festa si alterna in quattro giornate, si ripete il rito del rogo del pupazzo del  Re Carnevale.

Il Sabato Grasso, il Re del carnevale gira per le vie cittadine accompagnato dal suono della banda musicale. La grande sfilata prende il via la domenica con carri allegorici e carri infiorati, gruppi mascherati e carretti siciliani. Il Lunedì è la volta delle sfide in poesia dialettale e il Martedì sfida poetica e sfilata si chiudono con la premiazione dei vincitori e il tradizionale rogo del Re del Carnevale.

Altre maschere del carnevale siciliano sono gli Scacciuni di Cattafi, machera che rievoca la cacciata da parte dei contadini della valle dei pirati saraceni capeggiati dal Barone Antonio Balsamo, e i Cuturri del  Carnevale di Palazzolo Acreide (SR) uno dei carnevali più antichi della Sicilia.

Molto particolare anche il carnevale di Mezzojuso (PA), dove va in scena il Mastro di Campo. La domenica di carnevale il paese si trasforma in un grande palco teatrale in cui prende vita una rievocazione storica in maschera con Centinaia di personaggi e figuranti in abiti quattrocenteschi e addirittura l’intervento dei garibaldini: la rivalità tra il Mastro di Campo e il Re nella conquista del cuore della Regina.

 Sicuramente bizzarro il modo di festeggiare del piccolo centro di Montelepre, sempre nel palermitano, forse il carnevale più originale della Sicilia. Viene messo in scena “U matrimoniu”, una grottesca festa di nozze con tanto di sposi, invitati e mega torta.

 In questo giro dei carnevali abbiamo scoperto anche una particolare maschera che accomuna alcuni carnevali delle due isole.

La figura dell’orso, che si avventa impazzito sulla folla seminando il panico, è presente sia nel carnevale di Fonni e Samugheu in Sardegna, che in quelli di Saponara e di Paraino in Sicilia.

Pronti a chiudere in bellezza questo carnevale?

Se volete saperne di più sui vari carnevali Sardi e Siciliani potete dare un’occhiata a questi link:

Le vie della Sardegna

Sicilia in festa

 


Foto

https://sardegna-in-rete.leviedellasardegna.eu/le-maschere-del-carnevale-barbaricino-i-mamuthones-di-mamoiada/

http://www.carnevaletempiese.it/storia.htm

http://www.lastampa.it/2017/02/25/societa/a-oristano-tutto-pronto-per-la-grande-festa-della-sartiglia-B8xz3PgpH0CY2dcv1Grj0H/pagina.html

http://www.canalesicilia.it/acireale-2018-entra-nel-vivo-piu-bel-carnevale-sicilia/

http://www.gioia.it/idee/viaggi/a6037/carnevale-di-sciacca-2018-date-cosa-vedere/

http://trinacrianews.eu/carnevale-di-termini-imerese-2013-un-carnevale-che-non-si-dimentichera/

 

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