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Acea Energia ci ha regalato Emozioni da Prima Fila

Una domenica con Cristina Bowerman al Ristorante Romeo Chef & Baker

Abbiamo passato una domenica con le mani in pasta grazie al programma Acea con te.

Lo conoscete? Se siete clienti Acea Energia vi consigliamo di iscrivervi subito, potrete vivere tante esperieze uniche con Emozioni da Prima Fila e scegliere  tra i bellissimi premi della raccolta punti. Di cosa parliamo? Prime cinematografiche, posti in tribuna d’onore per le partite di Roma e Lazio, regate, gli internazionali di tennis e tanto altro. Potrete vivere momenti indimenticabili con un semplice click. (Alla fine di questo articolo troverete tutti i link utili per scoprire il mondo Acea con te).

Prima però vi parliamo della nostra esperienza.

Grazie ad Acea con te siamo stati ospiti al ristorante Romeo Chef & Baker a Testaccio, per un’esclusiva Cooking Class guidata dalla Chef stellata Cristina Bowerman. Una Domenica pomeriggio decisamente diversa e divertente, passata con le mani in pasta a creare tartufi dalle forme bizarre e a mangiare una montagna di dolci naturalmente.

Una giornata primaverile di quelle vere con tanto di starnuti da polline, maniche alzate e lieve rossore sul viso: perfetta per una bella passeggiata da Prati a Testaccio. Lo sapete, amiamo camminare. Non so se era per la Maratona di Roma, per la Pasqua Greca, il primo caldo, l’orario (15/16), o altro, ma il quartiere era semi deserto: locali chiusi, strade poco trafficate e nessuno che torturava il clacson.

Siamo stati accolti dalle hostess dell’evento e dal personale del ristorante, assieme ai clienti Acea Energia vincitori del contest Emozioni da Prima Fila, e abbiamo preso le nostre postazioni: io al banco da lavoro e Chantal alle foto e alla socialcondivisione.

Cristina Bowerman e Vicky, la pastry chef di Romeo, ci hanno guidato nella preparazione di Tartufi dalle forme bizzarre, lasciando libera la nostra creatività anche nella scelta degli ingredienti.

Divisi in gruppi da tre o quattro persone, abbiamo dato vita a una vera competizione all’ultimo tartufo, con tanto di spionaggio industriale, guanti e grembiule. Abbiamo impastato, mischiato, modellato, imbrattato e sformato Tartufi ciambella, Tartufi fungo, Tartufi Smile, Tartufi non si sa che etc. Il mio tentativo di Tartufo Space Shuttle è stato abortito per mancanza di tempo mentre addestravo gli astronauti.

C’è stata anche una premiazione finale, ma non essendo stato scelto tra i vincitori ometterò questa parte.

Finale con merenda a base di dessert in area cocktail bar con Biscotteria secca, Ciambelloni, Crostate, Muffin, Torta di mele, Tartufi e bollicine.

Un bellissimo  pomeriggio grazie ad Acea Energia e al programma di fidelizzazione per i clienti domestici #AceaConTe.


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Vi spieghiamo come funziona.

Pima di tutto dovete essere clienti Acea Energia (gas o luce), poi basterà registrarvi ad aceaconte.it e potrete subito accedere a un mondo dedicato dove sarà possibile raccogliere punti.

Come accumulare i punti?

I punti si accumulano a seguito di comportamenti virtuosi

(es. attivazione di servizi on line come Bolletta Web e domiciliazione, attivazione di contratti domestici sul mercato libero, partecipazione a survey ) ad ogni comportamento virtuoso equivale un bonus di punti. È possibile accumulare punti anche attraverso acquisti on line tramite partner del programma. I punti vi permetteranno di scegliere tra i tanti premi dal catalogo (accessori hi tech, per la casa e da viaggio, oltre a voucher, sconti in bolletta e gadget della vostra squadra del cuore).

I clienti iscritti ad Acea con Te hanno diritto anche a delle promozioni riservate (coupon scontati per ristorante, teatro, benessere ecc.)

La parte più bella del programma è sicuramente #EmozionidaPrimaFila. Per tutti gli iscritti ad Acea con te la possibilità di partecipare ogni mese all’estrazione di un evento unico. Scegliete l’evento a cui partecipare e incrociate le dita.

Un’esperienza/evento “money can’t buy”, da vivere in prima fila (es. regata velica riservata, anteprima cinematografica riservata, teatro con visita backstage, partita di calcio con match e tour dello stadio).

Chi si registra entro il 19 aprile potrà vincere 2 biglietti in tribuna d’onore con hospitality, per Roma-Juventus o Lazio-Inter, due biglietti per gli internazionali di tennis del Foto Italico, 2 biglietti per Nastri D’argento al Maxxi Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo e tanto altro.

Non vi resta che registrarvi e scegliere la vostra Emozione da Prima Fila.


Link utili:

Programma Fedeltà

Eventi e promozioni


Ricetta col dubbio: si dice Arancina o Arancino?

C’è una guerra silenziosa (neanche troppo), che viene combattuta ogni giorno in Sicilia.

Due fazioni barricate nelle loro posizioni. Una questione d’onore da difendere. Una sfida all’ultima vocale. Ma si dice Arancina o Arancino?

Inutile appellarsi ai sapienti membri della Crusca, che per non far torto a nessuno hanno concluso la disputa con un “pari e patta”: entrambe le versioni sono accettate.

Inutile perdere del tempo a studiare possibili fonti più o meno attendibili, nessuno si sposterà dalla sua posizione: ad occidente si chiama e si chiamerà arancinA, e ad oriente continueranno a chiamarlo arancinO.

Scontato dire che propendo per la versione orientale.

Se volessimo far quadrare il cerchio, arancina è il termine corretto nell’italiano standard, mentre arancino è l’italianizzazione del termine dialettale arancinu.

La contesa si potrebbe allargare anche alla forma (tonda o conica) e agli ingredienti da adoperare, ma anche in questo caso sarebbe dura trovare un punto di incontro tra le parti.

Quindi ci prendiamo l’onere e l’onore di presentarvi la versione ufficiale e originale degli arancini (secondo noi).

Che poi su una cosa siamo tutti d’accordo: danno vera gioia.

Facciamo la spesa (Ingredienti per 10-12 arancini)

Per il riso:

· 500 gr di riso adatto per risotti (Carnaroli, Roma, Vialone nano)

· 40 gr di burro

· 50 gr di parmigiano grattugiato (o pecorino)

· 200 gr di caciocavallo fresco a cubetti

· 1 bustina di zafferano

· sale

· 1 lt d’acqua

Per il ripieno:

· 300 gr di carne macinata (misto maiale e manzo)

· 100 gr di concentrato di pomodoro

· 50 ml di vino rosso

· 1 cipolla

· 1 carota

· 1 costa di sedano

· 200 gr di piselli anche surgelati

· sale e pepe

· olio extravergine di oliva

Per friggere:

· 200 gr di farina 00

· 300 ml d’acqua

· pangrattato

· olio di oliva o di semi di arachide

Preparazione del ripieno:

Tritate carota, cipolla e sedano… dopo averli lavati e senza spargere pezzi per tutta la cucina. Scaldate dell’olio in un tegame. Mettete il trito aggiungendo il sale e fate appassire a fuoco lento per circa dieci minuti. Appena il soffritto è pronto, unite la carne, fatela rosolare e sfumare con vino, pepe e sale; poi aggiungete il concentrato di pomodoro. Se vi sembra troppo ristretto allungate con un pò d’acqua calda.

Da adesso avete due lunghe ore di tempo per far cuocere il vostro sugo a fiamma bassa e coprendolo con un coperchio.

Non pensate di avere due ore libere.

Il sugo va girato ogni tanto e potrebbe essere necessario aggiungere altra acqua.

Inoltre dovrete far bollire i piselli in acqua salata e unirli al sugo una ventina di minuti prima che il tutto sia pronto.

Quindi: non distraetevi troppo.

Se non avete preparato il riso il giorno prima, forse lo spazio sui fornelli inizierà a scarseggiare.

Preparazione del riso

Preparate il riso. Mi raccomando che sia al dente, e vi consiglio di non scolarlo, ma fate assorbire tutta l’acqua: l’amido vi servirà per amalgamare il riso e renderlo più modellabile.

Una volta cotto aggiungete burro, zafferano e parmigiano… e mantecate. Spianatelo per farlo raffreddare.

Quindi: il ragù è pronto. Il riso pure. È arrivato il momento di dare una forma alle nostre arancine.

Scherzo… arancini, naturalmente.

Mettiamo le mani in pasta.

Preparazione degli arancini

Bagnate le mani, prendete del riso e fate una conca sul palmo della mano; al centro versate un cucchiaio del “ragù” con piselli e 2-3 cubetti di caciocavallo, chiudete il tutto con altro riso e dategli una forma a seconda dello schieramento ( orientale conico, occidentale tonda).

Ci siamo quasi: impaniamo, friggiamo e finalmente si mangia.

Panatura e friggitura

Altro punto che trova il consenso dei due schieramenti: le uova no.

Per la panatura è necessario preparare una pastella di sola acqua e farina e un piatto con pangrattato in abbondanza. Fate rotolare l’arancino prima nella pastella e poi nel pangrattato e il gioco è fatto: pronti per un tuffo nell’olio?

Scaldare abbondante olio in un pentolino fino a raggiungerà i 170 gradi, (mai presa in vita nostra la temperatura dell’olio) e immergete completamente, un paio di arancini alla volta, lasciando friggere per almeno una decina di minuti: fino a doratura. Scolarli e lasciarli sgocciolare su un foglio doppio di carta da cucina.

Ora dategli un bel morso di gusto. Fatelo subito, senza andare avanti nella lettura, altrimenti vi potreste accorgere dello scherzo e non iniziereste a lamentarvi, contorcendovi e diventando viola, procurandovi un’ustione di terzo grado a lingua, palato e esofago: in questa sequenza. Noi l’abbiamo fatto, perché voi dovreste salvarvi? Buona Pasqua e Pasquetta a tutti e buon appetito.

Viterbo da Vedere, Mangiare, Bere e Dormire

Storia di un veloce weekend Viterbese a bordo di Carolina: missione Terme, piatti della tradizione e passeggiate medioevali.

Destinazione Viterbo. Sveglia, valigia, toast, Carolina. Lasciare con una lacrimuccia il parcheggio conquistato a fatica circa un mese fa e immettersi nel traffico di Roma (fortunatamente non eccessivo).

Prima tappa: passare a prendere Roberta.

Ho studiato il tragitto prima di partire e ho comunque impostato il navigatore del telefono in caso di dubbi. Ma Chantal? È stata depennata dai possibili navigatori dopo averci spedito a Guidonia invece che sulla Tuscolana. Vedi qui

Ormai sono abbastanza pratico, ma la vendetta del destino o di Chantal, fate voi, è dietro l’angolo.

Uscita 9/10 ok, qua dov… sbagliato. Ok riproviamoci, rifacciamo sto chilometro al contrario e via uscita 9/10, qua devo tenermi sulla destra e qua dovrebbe essere a destra. Doh!

Al terzo tentativo e dopo le gaie risate di Chantal, imbocchiamo la strada giusta.

Per Viterbo il navigatore l’ha fatto Roberta.

Alla Corte delle terme Hotel stiamo arrivando, vabbè con calma, non abbiamo preso l’autostrada, ci sono un po’ di curve.

Partiamo col dire che a Viterbo non eravamo mai stati, ma è proprio tutta la Tuscia che ci manca, e questo week end vuole essere solo la prima tappa di un viaggio alla scoperta di questo magnifico territorio, dove la buona cucina si sposa con le tante bellezze storiche, architettoniche e paesaggistiche.

Qui si va dai monti fino al mare in un’alternanza di laghi, borghi medioevali, residenze rinascimentali, aree termali e itinerari dal grande interesse storico e archeologico come la  via Francigena, l’antica strada che dal nord portava a Roma.

Nella nostra prima tappa abbiamo visitato la Viterbo medioevale, le sue terme e naturalmente abbiamo provato la sua cucina. Ospiti dell’hotel, Alla Corte delle Terme Exclusive Resort, a soli 5 minuti dal centro città.

Una struttura immersa nel verde, circondata da olmi e ulivi, dotata di piscina all’aperto, spa,  ristorante e che oltre al confort e al relax offre ai visitatori varie possibilità di attività all’aria aperta, dal calcetto ai sentieri per Mountain Bike, un “Percorso Vita” nello splendido Colle Belvedere e biciclette a disposizione per una passeggiata in pianura, dalla campagna fino alla vicina necropoli etrusca di Castel D’Asso.

Inoltre offre un servizio navetta con acceso diretto alle Terme dei Papi (il sabato sono aperte anche di notte). In alternativa se avete uno spirito un po’ più spartano e preferite un’ambiente più selvaggio e naturale, vi consigliamo un bagno alle terme libere, che trovate a soli due minuti dall’albergo. Noi abbiamo fatto un salto prima della colazione e anche se non intendete fare il bagno, il consiglio è di andare a vederle. Non aspettatevi Saturnia, ma fanno comunque il loro effetto. Noi ci siamo pentiti di non essere andati di notte, ma vista l’abbuffata a cena, abbiamo preferito evitare.


Il Tour

La nostra breve vacanza è iniziata con un aperitivo allo Chalet Gambrini 1908  dopo un primo giretto conoscitivo della città. Una “casetta” molto carina nella parte bassa della città, sotto la splendida Porta Fiorentina, dotato anche di tavoli esterni, con un ambiente giovanile e informale, ottimi cocktails e un aperitivo abbondante ed economico.

Ospiti per la cena de “Il Cavaliere”, il ristorante del Resort Alla Corte Delle Terme, abbiamo avuto il piacere di provare alcune specialità Viterbesi preparate dalle esperte mani dello Chef Simone Cancellieri, che ci ha deliziato con un menu degustazione fatto di piatti della tradizione come la zuppa di lenticchie e castagne e i lombrichelli alla viterbese con ciliegini in guazzetto e guanciale croccante, accompagnati da un Merlot biologico dell’azienda agricola Cristina Menicocci: “Stamnos”.

Una crocchette di patate al tartufo ad aprire la serata, un carrè di maialino in bassa temperatura glassato ai porcini e patate gratinate ai formaggi come secondo e un Tortino di farro e vaniglia con salsa di cioccolato e frutti di bosco in chiusura, sono stati seguiti da passeggiata notturna all’interno del parco causa rischio esplosione: forse tutta quella pizza all’aperitivo potevamo evitarla.

Alla Corte delle Terme

Il secondo giorno

Dopo una dormita rigenerante nella dolce quiete della campagna viterbese, abbiamo dedicato la giornata alla visita delle fonti termali e al quartiere medievale nel centro di Viterbo.

Per non farci mancare niente abbiamo fatto una scappata alle terme libere prima della colazione, ma senza bagno, e alla piscina monumentale delle Terme dei Papi dove abbiamo passato un paio d’ore di relax e abbiamo giocato un po’ con la macchina fotografica.

Sulle terme è inutile dilungarci, il consiglio è andare a scoprirle di persona.

Per quel che riguarda, la visita della città, i luoghi di principale interesse sono sicuramente il vecchio quartiere San Pellegrino, al centro del quale si trovano l’omonima piazza e la chiesa,  la sua edilizia duecentesca vi farà fare un salto indietro nel tempo. Il poco distante Duomo di San Lorenzo e il Palazzo Papale costruito fra il 1255 e il 1266, con la loggia a sette archi che immette nella grande sala del conclave, famoso per l’interminabile elezione di papa Gregorio X, 1006 giorni di sede vacante, il più lungo nella storia della chiesa e il primo con questo nome, visto che i cardinali vennero letteralmente rinchiusi nella sala fino alla proclamazione.

Perchè a Viterbo? Perchè la città fu sede pontificia dal 1257 al 1281.

Continuando la passeggiata tante sono le piazze, le fontane e le chiese che vi faranno scattare milioni di foto, come Piazza Plebiscito, sede del Palazzo Comunale e della Torre dell’Orologio, proprio li vicino, dopo esserci rilassati un paio d’ore alle Terme dei Papi, siamo andati a rifocillarci prima di fare il tour che vi abbiamo appena descritto.

Altre due piccole note prima di parlarvi del nostro pranzo all’Osteria al vecchio orologio e salutarvi.

Vi consigliamo di prendervi un po’ di tempo da dedicare alla visita della città, perchè l’architettura del centro di Viterbo è davvero molto suggestiva, con le sue abitazioni a ponte sulle piccole strade acciotolate, o i tipici “richiastri” a corte interna o i tanti edifici su due piani, costruiti direttamente sul tufo, con una rampa di scale sulla facciata frontale, detta “proferulum” per l’accesso all’abitazione che era situato al piano superiore; il piano inferiore veniva invece solitamente adibito a bottega.

Se avete tempo vi consigliamo anche un giretto nella rete di cunicoli sotterranei scavati nel tufo, che mettono in collegamento gli edifici del centro storico, in cui non è raro trovare reperti archeologici.

La pausa pranzo all’Osteria del vecchio orologio.

Tra archi e pareti in peperino (pietra tipica del viterbese), siamo stati accolti da Paolo, proprietario e chef , e i ragazzi del suo staff per una pranzo tra i sapori e i profumi della Tuscia.

La Vecchia Osteria dell’Orologio è un luogo dove presente e passato sembrano incontrarsi per farsi due chiacchiere davanti a un bicchiere di vino e una tavola imbandita.

Tutti i prodotti arrivano direttamente dal mercato ortofrutticolo, dal mattatoio e da oltre venti fornitori della Tuscia Viterbese. Garanzia di qualità e tradizione.

Antipasto

  1. Tagliere con Pizza fritta con guanciamia e riduzione di Aleatico.
  2. Crostone con Toma e Fiocco Viterberse.
  3. Cicoria e Carciofi fritti.

Primi

  1. Gnocchetti di patate viola con cremoso e olio evo solum aromatizzato allo zafferano.
  2. Carbonara di Coregone affumicato del lago di Bolsena.

E per finire, visto che non volevamo rotolare per le vie di Viterbo, i dolci, rigorosamente fatti in casa:

  1. Crostata di ricotta e visciole.
  2. Gelato all’Aleatico Pacchiarotti con Amarene di Cantiano.
  3. Crumble Crema al mascarpone con Marroni dei Cimini.

*Vino: Cavarosso Antonella Pacchiarotti, vinificato in botti di acciaio in una cantina del XVII secolo interamente scavata al piccone con soffitto a volta.

Tra l’altro Antonella abbiamo avuto anche il piacere di conoscerla.

Osteria al Vecchio Orologio

Questo è quanto. Il nostro tour Viterbese è stato breve ma intenso, e soprattutto piacevole. Un grazie Particolare Alla corte delle Terme, al direttore e al suo fantastico staff, sempre sorridente, disponibile e pronto a fornirci le informazioni di cui avevamo bisogno. Un soggiorno perfetto, non potevamo chiedere di meglio.

In giro per Viterbo

Da vedere nei dintorni… nelle prossime tappe.

La prossima tappa nella Tuscia sarà dedicata alla scoperta del borgo medioevale di

Civita di Bagnoreggio, “la città che muore” e  il Bosco di Bomarzo detto anche Parco dei mostri. Sempre tempo permettendo abbiamo in programma anche una visita alla necropoli etrusca di Tuscania  naturalmente il tutto tra una mangiata e l’altra perchè il modo migliore per conoscere un territorio rimane sempre provare I prodotti della sua terra.

La terza tappa vorremmo dedicarla ai laghi vulcanici di Bolsena e Vico e alle costruzioni rinascimentali di Villa Lante di Bagnaia e Palazzo Farnese a Caprarola

Ogni volta che ci capita di prendere la macchina e andare alla scoperta località o borghi lungo la penisola capiamo il perchè di quel nome: Il Bel Paese . Non c’è angolo che non sia meraviglioso.


Info

Alla Corte delle Terme Exclusive Resort

Strada Procoio 6, 01100 Viterbo
+39 0761 1762879 | +39 0761 390073
info@allacortedelleterme.it

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Terme dei Papi
Strada Bagni,12
01100 Viterbo
+39 07613501 – info@termedeipapi.it

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Chalet Garbini 1908
Piazzale Gramsci,2
01100 Viterbo
+39 0761 321336

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Osteria al Vecchio Orologio
Via Orologio Vecchio,25
01100 Viterbo
335.337754 – alvecchioorologio@gmail.com

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